28 giugno 2009
23 giugno 2009
30 maggio 2009
EMO. E io che mi preoccupavo per i più piccoli...
L'ha fatto Frenksisco alle 15:26 0 lamentele, finora.
28 maggio 2009
27 maggio 2009
Va tutto benissimo.
Incollo qua una lettera. Non ho molto da aggiungere, al momento.
Scritta dall'attore Andrea Gattinoni alla moglie
Lettera a mia moglie scritta ieri notte
Ho visto l’Aquila. Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino. Un militare a fare da guardia ciascuno agli accessi alla zona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli. Ho mangiato nell’unico posto aperto, dove vanno tutti, la gente, dai militari alla protezione civile. Bellissimo. Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati. Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando “Si Può Fare” . Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, AnnaMaria, Franco e la sua donna.
Poi siamo tornati quando il film stava per finire. La gente piangeva. Avevo il microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire, cosa ho imparato da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando recitavo.
Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa. Francesca stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all’improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE. Gli anziani stanno impazzendo. Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c’era la parola ‘cazzeggio’. A venti chilometri dall’Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata. Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno. Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8. Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Lì???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente. Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L’Aquila.
Poi c’è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E’ come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l’importante è che all’esterno non trapeli nulla. Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l’ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole. Qua i media dicono che lì va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che "quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l’intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente". Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti lì è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c’è più, tutto perduto.
Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a piedi più di tre chilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti già chiusi perché i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la sera. C’era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un film di zombie. E poi quest’umanità all’improvviso di cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano piangendo per essere andato lì. Ci voglio tornare. Con quella luna gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla strada quando siamo partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi al tuo collo per dirti che non ti lascerò mai, mai, mai.
Dentro al ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato, mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c’erano i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un arrosticino a Michele, dicendogli ‘Assaggi, assaggi’. Michele gli ha detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma quello ha insistito finché Michele non l’ha preso, e quello gli ha detto sorridendogli: "Non bisogna perdere le buone abitudini".
Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve sapere.
Anzi metto in rete questa mia lettera per te.
Andrea Gattinoni, 11 maggio notte.
L'ha fatto andrea. alle 11:58 3 lamentele, finora.
26 maggio 2009
Il Sesto Senso chiude.
COMUNICATO STAMPA - Bologna, 25 maggio 2009
Da 10 anni oasi della cultura giovanile in quartiere universitario
Bologna ingrata, il "Sesto Senso" chiude
Il Circolo Arci "Sesto Senso" di via Petroni 9/c chiuderà a metà giugno.
Con il Sesto Senso chiude i battenti l'ultimo spazio libero da vincoli politici ed imprenditoriali dove si proponeva cultura giovanile e/o alternativa in quartiere universitario.
Arte, musica, performances, video, direttamente dalla strada, dagli hard disks, dalle sale prove/scantinati: un vero e proprio spaccato della creatività studentesca a due passi dalle sale studio, unico spazio sopravvissuto al maremoto della decentralizzazione del divertimento bolognese.
Dopo quasi 10 anni di resistenza in una città che si straccia le vesti per il "degrado" del quartiere universitario e poi non muove un dito per sostenere le poche situazioni che propongono cultura nelle zone additate quali "bronx bolognese", il Sesto Senso è costretto a cedere, vittima dell'ultimo colpo inferto dalle istituzioni che ne dovrebbero sostenere iniziative e progetti. E' infatti di questi giorni la notizia che per la gestione estiva del Quadriportico di Vicolo Bolognetti è stato scelto un progetto presentato da una fiorente attività imprenditoriale bolognese che propone il cabaret di Zelig e poco più, disdegnando per l'ennesima volta un progetto, quello del Sesto Senso, che trainava un'articolatissima programmazione di ben 93 tra associazioni, gruppi, istituzioni, collettivi. Di nuovo una beffa. L'associazionismo è di nuovo "fantasma" nella città che fu della cultura giovanile.
Il Sesto Senso, come d'altronde buona parte dell'associazionismo cittadino, è senza finanziamenti (indispensabili a equilibrare la stagionalità della sua attività) e senza casa. Costretto ad uscire dalla sua vecchia sede si è trovato di fronte ad affitti improponibili e "licenze" impossibili da acquistare. Il suo collettivo di gestione, composto da una trentina di giovani che lo gestiscono da anni si chiede se l'occupazione sia l'unica strada per poter continuare il proprio percorso.
Il "Sesto" non se ne può andare in punta di piedi: appoggiati da un'assemblea cittadina in cui figurano numerosissime associazioni che hanno dato solidarietà e disponibilità alla partecipazione, è stata presa la decisione di aprire una vertenza in città sui destini della cultura giovanile, cominciando - per l'appunto - con una assemblea che si è tenuta lo scorso 20 maggio che ha deciso di proporre una LETTERA APERTA ALLA CITTA', un appello per salvare la cultura giovanile a Bologna, proprio nel momento in cui si decide chi la amministrerà nei prossimi anni. Evidentemente, le istituzioni, i partiti, i candidati alle elezioni,i cittadini, la città intera è caldamente invitata a partecipare e ad esprimersi.
La lettera aperta alla città sarà presentata durante una
Conferenza Stampa che si terrà MERCOLEDI' 27 MAGGIO alle ore 12
nei locali del Circolo Arci SESTO SENSO in Via Petroni 9/c.
L'ha fatto Omino alle 11:05 3 lamentele, finora.
23 maggio 2009
22 maggio 2009
18 maggio 2009
Sesto Senso...
...luogo in cui Lunedì 18 Maggio (ovvero oggi) metterò i dischi insieme a Michele Restuccia (Radio Città del Capo), dalle ore 19 fino alle 24 circa. Siete calorosamente invitati a partecipare.
Menu generale: musica ritmica del ventesimo e del ventunesimo secolo.
Stefano
L'ha fatto Omino alle 00:54 2 lamentele, finora.
16 maggio 2009
HOPPRESODELLECHICCHENUOVE

Prosciugando i miei pochi risparmi mi sono finalmente preso il necessaire per cominciare l'odissea dell'home recording!! OH YEAH! TUTTI DA ME A REGISTRARE! ANCHE LE SCOREGGE SE VOLETE!
L'ha fatto Okkio alle 00:26 3 lamentele, finora.


